Benvenuti al Teatro della Posta Vecchia.
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21 MAGGIO 2026
ORE 18:00
iNGRESSO 
€ 10

Biglietteria online TICKETZETA
https://local.ticketzeta.com/teatropostavecchia/


Scrivo canzoni da sempre e finalmente, quando ho avuto la possibilità di pubblicare un album mio, mi sono reso conto che la bussola dei pezzi che avevo scritto puntava, sempre, inesorabilmente, verso Sud. Gira che ti rigira, i brani parlavano sempre di quello, anche quelli che magari parlano apparentemente di altro.Insomma piu che costruito intorno al suo filo conduttore questo album gli si è proprio attorcinato addosso, tipo vigna.

Il motore del disco credo sia l'assenza.Ciò che smuove dentro la mancanza di un posto,di  una persona, di una vita che avrebbe potuto essere e che non è stata.

Il primo istinto forse è quello di desiderare quello che non si ha, poi piano piano subentra la voglia di cantarlo e di celebrarlo. Un po come si fa con gli amori impossibili.

E’ cosi che il Sud, che prima mi si era presentato come Beatrice, strada facendo si è rivelato Virgilio e mi ha preso per mano lungo questo viaggio di ritorno.

L'album quindi è a tutti gli effetti una dichiarazione d'Amore alla mia terra, la Sicilia, ed e' dedicato a tutti i ‘Sud’ del mondo.

Proprio perchè scritto in un arco temporale molto ampio, le sonorità e i temi sono variegati, variopinti, tuttavia sempre riconducibili ad un unico, chiaro filo conduttore, il Sud, che non e’ solo un riferimento geografico statico, ma "un vero e proprio tentativo di tracciare la rotta per un viaggio che sa di ritorno e che anela a qualcosa di grande, di epico forse, a un modo di stare al mondo, di guardare il mondo.”

Quando ti vedró

Non è poi così difficile scrivere una canzone quando ci s’innamora o ci si lascia.

Più complicato, è raccontare di tutto cio che sta nel mezzo. Giorni di stanca, notti insonni, burrasche.

La fortuna è che, in una città come Roma, anche i momenti di attesa che precedono il rivedersi dopo un litigio o dopo un distacco, possono diventare magici...

 Fiore di mandorlo

Una fotografia di Agrigento, scattata da un fiore sbocciato su un ramo di mandorlo nella valle.

 Bugiardo

Questo brano s'interroga sull'eterna questione: è piu opportuna un' amara verità o una bugia detta a fin di bene? La risposta sembra perdersi nei riflessi delle pozzanghere.

 Dalla parte di Dumbo

Dumbo è solo una delle vittime illustri di un modo tutto nuovo, confuso, spesso fanatico, di cancellare il passato senza averci farci i conti. Un modo di giudicare che non tiene conto di quanto sia pericoloso buttare le ceneri sotto al tappeto senza essersi accertati che siano completamente spente.

 E vengo da lontano

Questa canzone è un omaggio, sincero e sentito a un fuoriclasse assoluto, un regista e attore geniale, Francesco Nuti. E a un modo di vedere le cose ormai obsoleto, poeticamente malinconico, fuorimoda, ma ancora, a mio avviso, unico e necessario.

La canzone è pensata come un piano sequeanza, che mette insieme alcune delle scene più belle o comunque alcune delle scene che a me sono rimaste piu impresse, di alcuni suoi film.

E’ incredibile come certe persone abbiano il potere di lasciarci, quando se ne vanno, dei bagliori cosi forti, dei frammenti di poesia cosi intensi. Se ci si pensa, questo è esattamente quello che fanno le stelle.

 Il futuro ha un cuore antico

Il titolo è preso in prestito da un libro di Carlo Levi, che casualmente stavo leggendo durante i primi mesi di pandemia. Pensavo all'immenso patrimonio culturale che stavamo perdendo, con tutte quelle persone anziane purtroppo colpite.

E al fatto che da quel patrimonio avremmo potuto e saremmo dovuti ripartire.

Sarebbe stata una bella occasione per cambiare molte cose, in meglio.

Ma a occhio e croce non l’abbiamo sfruttata

 L' ammore, io e te

Giulietta e Romeo in chiave pulp! Ci si creda o no, questa è una storia vera!

 Baci da Sagres

Sagres è un piccolo villaggio di pescatori all'estrema punta ovest dell'Algarve, in Portogallo.

In passato, prima della scoperta dell'america si credeva fosse la fine del mondo.

Chi partiva da li, partiva per viaggi da cui non sapeva se fosse tornato.

La canzone parla di un marinaio, che da una taverna scrive alla sua amata provando dolcemente a consolarla e arrivando a dirle che in fondo non si vive solo d'amore.

Mentendo spudoratamente a mio parere.

 Moviti ccà

Si prende sempre in considerazione il dolore di chi parte o di chi guarda partire.

Quasi mai si pensa al lamento della terra che viene lasciata.

Forse perchè fra tutti è quello che fa meno rumore, il più silenzioso.

'Moviti cca' è un pò come quelle iridi che cambiano colore a seconda di come la luce le colpisce:

è l'invito accorato di un innamorato che prega la sua ragazza di non lasciarlo e al tempo stesso, il canto malinconico e delicato rivolto dalla Terra, Madre, ad ogni figlia e figlio che vanno via.

E non poteva essere scritta che in siciliano, una lingua che per esprimere un moto a luogo, utilizza uno stato in luogo...una contraddizione in essere, come quella di lasciare la propria terra, la propria gente, la propria casa, in qualsiasi tempo, a qualsiasi latitudine.

 Scirocco

Forse la canzone più intimista. Di sicuro quella cui sono piu legato.

Parla ancora di Sud, della mia infanzia ad Agrigento, dell'odore del pane, di passaggi notturni di treni, di silenzi meridiani. Della necessità di far pace col proprio passato per arrivare a una gioia serena e presente. Di ricordi sbiaditi dal sole, che il vento da Sud a volte accarezza e altre volte scompiglia.

 Sud

Credo che parli della voglia e del bisogno di "tornare", con cui si sveglia ogni mattina chi a Sud ci è nato e per qualsivoglia ragione è finito altrove, nutrendosi, come scriveva Montale, "di nuvole e lontananza".

Tornare, quindi, ma non solo a un posto.

Tornare a un altro tempo, piu gentile, piu' lento, in cui il respiro e il battito del cuore ritrovano e raggiungono l'unisono con quelli della terra e delle onde del mar